La Storia del Dim Mak

La nascita del Dim Mak in Cina è strettamente legata a Zhang Sanfeng, figura di importanza fondamentale per la cultura cinese.
Zhang Sanfeng visse durante la dinastia Song, nel XII sec. d.C. Era un monaco taoista del monte Wudang, uomo alto e possente, dotato di una "lunghissima barba simile alla nappa di una lancia", secondo le cronache ufficiali della dinastia Ming, Zhang Sanfeng, era un combattente esperto ma anche un medico con grande talento nell'agopuntura.
Secondo la leggenda, Zhang Sanfeng fu il primo a intuire la relazione tra colpi violenti e punti di agopuntura e insieme a due aiutanti, Wu Hua Ta e  Wu Pin Chuh, creò una nuova arte in grado di colpire mortalmelte l'avversario basandosi proprio sui punti dell'agopuntura. Le sue eccezionali conoscenze interne e globali lo condussero a creare "le tredici posizioni" che divennero successivamente la base per lo sviluppo dell'arte del Tai chi chuan. Zhang Sanfeng scrisse pochissimo, ma incluse le sue conoscenze in dieci forme o tao e tramandò la sua arte tramite l'insegnamento di essi, spiegandone il significato solo in rari casi.
Altre fonti dicono che Zang Sanfeng  imparò l'arte di colpire i punti dell'agopuntura in orari predefiniti dal monaco taoista  Feng Yiyuan. Uno dei primi allievi di Zhang Sanfeng fu Wang Zongyue il quale fu anche il primo a mettere per iscritto le tecniche più importanti che apprese dal suo maestro. La leggenda dice che il trattato scritto da Wang Zongyue, ben custodito per anni, giunse in seguito a vari passaggi nelle mani di Yang Luchan, il quale ne capì il significato profondo solo dopo aver incontrato il maestro Qiang, un discendente diretto di Zhang Sanfeng, e ad aver fatto insieme a questi un attento lavoro per decifrarne il contenuto. Sembra che l'altissimo livello marziale di Yang  Luchan, che gli procurò la fama di lottatore invicibile fino al palazzo imperiale, fosse proprio il frutto dello studio del trattato di Wang Zongyue.


Per gli stili esterni come il Tang Long Hu Shi la conoscenza dei punti di pressione con l'effetto di un danno temporaneo, definitivo o di morte, proviene invece dal monastero Shaolin, in cui tecniche e modi di colpire punti di pressione vennero trasmessi in modo nascosto attraverso le forme degli animali. Per esempio il tao della tigre riguarda i punti del meridano del polmone, il tao della mantide il meridiano del fegato, il tao della gru il meridiano del cuore, il tao del gatto interessa il meridiano dell'intestino crasso, il tao della scimmia il meridiano della vescica urinaria, il tao dell'orso il meridiano della vescica biliare, il tao del serpente interessa il meridiano del triplice riscaldatore e il tao del cervo i punti che si trovano sul meridiano dei reni.
Con il fenomeno capillare dovuto ai continui confronti tra maestri di stili diversi le tecniche di Dim Mak o almeno parte di esse sono diventate il capolinea di conosenza di ogni valido maestro, al di là dello stile praticato. Parallelamente anche in altri paesi asiatici si originarono tecniche simili, almeno esteriormente, al Dim Mak come per esempio in India dove quest arte è conosciuta con il nome Marma Adi.
Per alcuni stili il Dim Mak era frutto dell'esperienza di maestri illuminati nel campo marziale e non derivava da  uno studio approfondito dell'agopuntura cinese, risultando dunque ristretto e limitato.

I Punti del Dim Mak

I punti del Dim Mak comprendono tutti i punti dell'agopuntura e altri che non si trovano sui percorsi dei dodici meridiani ordinari o degli otto meridiani straordinari, ma sono strettamente collegati al sistema nervoso e al sistema scheletrico muscolare. Ai punti principali di Dim Mak corrispondono altri punti, che se vengono colpiti prima di agire sui primi, ne aumentano l'effetto, essi vengono chiamati i punti che << aprono la porta >> e si dividono in due categorie: punti specifici, cioè con corrispondenza univoca ad un punto primario, e punti generali.


Secondo la conoscenza trasmessa oralmente  a me dal mio Maestro, le tredici posizioni di Zhang Sanfeng, oltre ad insegnare la  modalità di movimento, l'impostazione fisica e mentale per affrontare il combattimento, nascondono la corrispondenza con una serie di punti di Dim Mak, che sono i seguenti:


Peng (tenere lontano) e Qian (cielo)

ad essi corrispondono i punti dei dodici meridiani in cui si concentra il chi che si trovano vicino ai polsi e alle caviglie:

  • Tai yuan
  • He gu
  • Chong yang
  • Tai bai
  • Shen men
  • Wan gu
  • Tai xi
  • Da ling
  • Yang chi
  • Qiuxu
  • Tai chong

Tui bu (fare un passo indietro)

alla quale corrispondono i punti in cui si accumula il chi che di solito si trovano dove l'osso e la carne si incontrano:

  • Kong zui
  • Wen liu
  • Liang qiu
  • Diji
  • Yinxi
  • Yang lao
  • Jin men
  • Shui quan
  • Ximen
  • Hui zong
  • Wai qiu
  • Zhen du
  • Zhu bin
  • Yang jiao
  • Jiao xin
  • Fu yang

You pan (guardare a destra)

ad essa corrispodono i punti in cui gli otto vasi curiosi si incontrano con i dodici meridiani. Si trovano anche questi vicino alle caviglie e i ai polsi:

  • Hou shi
  • Lie que
  • Gong sun
  • Zu linqi
  • Nei quan
  • Wai quan
  • She hai
  • Shen mai

Zhong ding (equilibrio centrale)

ad essa corrispondono i punti degli otto tessuti diversi, dove l'esenza del chi converge:

  • Zhang men
  • Zhong wan
  • Juequ
  • Tongtian
  • Da zhu
  • Yangling quan
  • Tan zhong

Zuo gu (fare attenzione a sinistra)

alla quale corrispondono i punti di connessione dei dodici meridiani principali dove il chi passa da un meridiano all'altro:

  • Li que
  • Pia li
  • Feng long
  • Tongli
  • Zhi zheng
  • Fei yang
  • Neigwan
  • Wai quan
  • Qungming
  • Li quo
  • Jiu wei
  • Chang qian

Zhou (colpire con il gomito) e Dui (lago)

ad essi corrispodono i punti di riflesso dello stato di salute degli organi interni:

  • Zhong fu
  • Tianshu
  • Zhong wan
  • Zhang men
  • Ju que
  • Quan yang
  • Zhong ji
  • Jingmen
  • Tan zhong
  • Shi men
  • Riyue
  • Qi men

Lie (fendere) e Zen (tuono)

ad essi corrispondono i punti dove il chi si << ribella >>:

  • Chi ze
  • Qu chi
  • Zu san li
  • Yin ling quan
  • Shaohi
  • Xiao hai
  • Wei zhong
  • Yinqu
  • Qu ze
  • Tianjing
  • Yanglingquan
  • Qu quan

Kao (sbattere) e Gen (montagna)

ad essi corrispodono i punti che si trovano vicino all'avambraccio e allo stinco:

  • Jing qu
  • Yang xi
  • Jie xi
  • Shang qiu
  • Ling dao
  • Yang qu
  • Kum lum
  • Fuliu
  • Jianshi
  • Zhiqou
  • Yang fu
  • Zong feng

Le posizioni invece Jin bu (fare un passo avanti), Lu (andare indietro), Ji (premere), An (spingere), Cai (raccogliere) corrispondono alla modalità e al tipo di forza interna che il praticante deve sviluppare per colpire determinati punti di Dim Mak. La posizione Jin bu corrisponde al metallo, Lu alla terra, Ji all'acqua, An al fuoco, Cai al vento.

Gli effetti del Dim Mak

Gli effetti che provoca l'attacco di un punto specifico sono svariati, si possono dividere in tre categorie:


1) Il Dim Ching

In cui leffetto è instantaneo. Di solito il Dim Ching coinvolge grandi reti nervose provocando immobilizzazione o k.o. In certi casi  la morte.


2) Il Din Hsueh (porta del sangue)

Sono  punti e combinazioni di punti che sono  coinvolti con << la porta del sangue >>. Gli effetti dell'azione su questi punti possono manifestarsi con ventiquattro ore di ritardo.


3) Il Dim Mak

Gli attacchi a questi punti disturbano gravemente il chi e hanno come conseguenza la morte. Essa di solito avviene dopo ventiquattro ore e in alcuni casi dopo due settimane, che corrisponde a mezzo ciclo lunare.




L'arte del Dim Mak è l'ultimo insegnamento che un Maestro di ogni stile trasmette agli allievi più degni e più preparati.
I fattori necessari per sferrare un efficace attacco di Dim  Mak sono molteplici:  a volte durante un combattimento amichevole tra allievi avanzati capita di colpire accidentalmente un punto di Dim Mak senza provocare alcun effetto, ci si potrebbe chiedere  << perché? >>.
Sferrare un attacco di Dim Mak non significa solamente conoscere la localizzazione del punto, l'angolo e la forza fisica con cui colpire, ma trasferire ad esso un particolare tipo di energia con la giusta intensità, cosa che solo un maestro che ha i tre Tan Tien altamente sviluppati e in armonia tra loro, può fare. Lo sviluppo e l'armonizzazione dei tre Tan Tien si ottiene con l'assidua applicazione alla parte interna dello stile praticato, nonchè con tanto tempo quotidiano dedicato alla meditazione.

Inoltre è necessario condurre una vita lontana da ogni tipo di abuso, senza eccessi, vissuta in modestia a tal punto da passare inosservati e spesso ritenuti una persona che vive una vita ordinaria. Ma ancora tutto questo non sarà sufficente, se non accompagnato da un grande cuore pronto a comprendere il dolore del prossimo, a correre in suo aiuto, e sempre pronto a perdonare.

Per questi motivi spesso un Maestro che ha la possibilità di ferire mortalmente un avversario non appare tale, paradossalmente è proprio questa la maggior garanzia che sia un vero maestro.